Sabrina Rizzo non è una paziente comune: è un'istruttrice di movimento e fitness biomeccanico che ha dedicato oltre quindici anni ad aiutare le persone a ritrovare la postura corretta. Eppure, a 42 anni, si è trovata improvvisamente prigioniera del proprio corpo.
Tutto è iniziato con una lieve rigidità alle ginocchia e all'anca destra al mattino. Inizialmente pensava fosse semplice affaticamento muscolare. Ma nel giro di pochi mesi, alzarsi dal letto richiedeva quasi 30 minuti di tentativi dolorosi, con un continuo scricchiolio e la sensazione che le ossa 'grattassero' a secco l'una contro l'altra.
Gli specialisti le prescrivevano regolarmente antinfiammatori e iniezioni temporanee, che le causavano solo bruciori gastrici e sollievo effimero di pochi giorni. Vederla piangere in silenzio sul bordo del materasso, impossibilitata perfino a piegarsi per allacciarsi le scarpe, mi ha spinto a mobilitare tutti gli strumenti del nostro laboratorio di Pisa.
L'Analisi Cinematica di Laboratorio
Abbiamo sottoposto le articolazioni di Sabrina a scanner biomeccanico e analisi computerizzata dell'angolo di carico. Il dato era allarmante: la pressione idraulica sinoviale era scesa del 73% rispetto alla norma fisiologica.